Feel Safe: Prevenzione Educazione e Terapia dei Minori

 

” Accettiamo l’amore che pensiamo di meritare”

 

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PPT locandina 15 settembre

 

 

 

 

 

 

 

22 luglio 2015

2° Appuntamento Cine Feel Safe

Il Centro Clinico Feel Safe è lieto di proporvi 10 appuntamenti formativi dedicati a cinema e psicopatologia.

Partendo da personaggi e storie dei film verranno introdotti temi psicopatologici di forte interesse clinico.

2° Appuntamento: L’Abuso Intrafamiliare

a partire dal film “The Perks of Being a Wallflower” di Stephen Chbosky

Intervento della Dott.ssa Anna Rita Verardo

Psicologa Psicoterapeuta, Trainer certificato Emdr, Responsabile Centro Clinico Feel Safe, Roma.

15 Settembre 2015 ore 19.00
Via Carlo Poma, 2, Roma, 00195, RM, Italia

“Accettiamo l’amore che pensiamo di meritare”

Le esperienze sfavorevoli infantili hanno effetti negativi a lungo termine non solo sulla psiche ma anche sulla salute fisica dell’adulto (Kalmakis e Chandler, 2015). Non c’è dubbio che il maltrattamento fisico e/o psicologico, la grave trascuratezza e l’abuso sessuale rappresentano alcune delle condizioni più deleterie per un sano sviluppo psicofisico del bambino. Secondo la teoria dell’attaccamento (Bowlby, 1969/1982), fare esperienza ripetuta di maltrattamento mina l’aspettativa del bambino, appropriata dal punto di vista dello sviluppo, secondo la quale i genitori sono disponibili e capaci di proteggerlo. In realtà, nei casi di abuso intrafamiliare, sono i caregiver stessi a diventare fonte di pericolo piuttosto che coloro che lo proteggono. Il senso del Sé e il senso di fiducia nei confronti degli altri si permeano di paura, rabbia, sfiducia e ipervigilanza, risposte che sono in contrasto con gli sforzi volti a ricercare la vicinanza e la sicurezza con il genitore (Main e Hesse, 1990). Una grave mancanza di protezione (fisica ed emotiva) da parte dei genitori o maltrattamenti e abusi precoci e cronici costituiscono esperienze traumatiche in quanto determinano per il bambino esperienze ripetute di minaccia soverchiante da cui è impossibile sottrarsi. Quando è il genitore stesso la fonte di allarme e pericolo o quando si assiste al fallimento della protezione del bambino si determina infatti ciò che Main e Hesse (1990) definiscono una situazione di “paura senza sbocco”, riflesso di un’interazione con un genitore gravemente trascurante, maltrattante, dissociato o semplicemente spaventato, che impedisce al bambino di organizzare in maniera coerente i normali comportamenti di attaccamento (Liotti, 1994/2005; Main e Hesse, 1990). Inoltre, le esperienze traumatiche all’interno del nucleo familiare possono gravemente alterare le strutture di significato, causando immagini negative e frammentate di sé con gli altri, generando un profondo senso di impotenza e di sfiducia nel prossimo.

 

Per info e iscrizioni     [email protected]   o al 3393987658

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