Feel Safe: Prevenzione Educazione e Terapia dei Minori

 

Strategie educative

Ciascuno sceglie il tipo di stile educativo da adottare con il proprio figlio a seconda dell’educazione che ha ricevuto dai propri genitori, di quanto i modelli acquisiti da bambini siano stati rielaborati – da soli o con il partner – , o a seconda di ciò che è considerato prioritario all’interno della propria vita familiare.

Se non avete difficoltà a gestire i comportamenti del vostro bambino, non avete bisogno di leggere questi consigli, perché probabilmente siete in grado di adattare le vostre strategie al vostro bambino e di sintonizzarvi con lui.
Se invece siete dei genitori in crisi e cominciate a dubitare dell’efficacia del vostro stile educativo, magari perché a vostro figlio è stato diagnosticato un disturbo del comportamento o un ADHD, le strategie qui proposte, generalmente efficaci, possono costituire un punto fermo da cui partire. Considerate, però, che vostro figlio è diverso da ogni altro bambino e che la semplice messa in atto di strategie educative non dà i risultati sperati se, al tempo stesso, non riuscite a “mettervi nei panni” del vostro bambino per farlo sentire accolto e compreso.

È consigliabile non dare lo stesso peso a tutti i comportamenti negativi. È importante, al di là degli esempi che seguiranno, che operiate una distinzione tra i comportamenti che, secondo voi, sono più gravi e meno gravi, e che questa distinzione resti sempre la stessa. È fondamentale che i relativi provvedimenti non siano sproporzionati, per eccesso o per difetto, rispetto all’azione commessa dal bambino, e che non siano applicati in maniera discontinua e incoerente.
Ricordatevi poi di non scoraggiarvi subito e di insistere nel tempo, perché i cambiamenti necessitano di poche o molte settimane per attuarsi e stabilizzarsi.

 

Esempi di comportamenti non adeguati

  • Protestare di fronte ad un divieto in maniera esagerata.
  • Fare dispetti a fratelli, amici o compagni.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Ignorateli.

Sembra essere una buona scelta, perché spesso vostro figlio assume questi comportamenti per attirare la vostra attenzione o per ottenere una cosa specifica che gli interessa in quel momento.

All’inizio tali comportamenti tenderanno ad aumentare per frequenza e intensità: è importante che voi non cediate, altrimenti dovreste ricominciare daccapo. Dopo qualche tempo, il comportamento disfunzionale diminuirà fino a estinguersi; sarà importante che insegniate al bambino strategie più adattive e funzionali per chiedere attenzione, esprimere richieste e superare la frustrazione dovuta a una risposta negativa.

Quando vi capita di essere molto stanchi e pensate di non riuscire a tollerare le proteste di vostro figlio, è preferibile che diciate un “sì” subito (laddove sia possibile), piuttosto che un “no” iniziale seguito da un “sì” che arriva, per sfinimento, dopo i suoi vari capricci. In quest’ultimo caso, il bambino imparerebbe che basta “alzare il tiro” per farvi desistere.

 

Esempi di comportamenti mediamente gravi

  • Disobbedire.
  • Utilizzare un linguaggio volgare.
  • Rifiutarsi di fare una cosa richiesta.
  • Dire bugie.
  • Trascurare gli incarichi che ricopre all’interno della famiglia.
  • Prendere una nota a scuola.
  • Non svolgere i compiti scolastici.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Togliete al bambino delle cose piacevoli.

Esistono due strategie: il costo della risposta e il time-out.

1. Costo della risposta
Il bambino perde un privilegio o un premio promesso o un’attività piacevole. Il costo dell’azione negativa deve essere stabilito in precedenza da voi e condiviso con il bambino, in modo che sappia a cosa va incontro.

2. Time-out
Fate sedere il bambino su di una sedia, zitto e tranquillo, per alcuni minuti (uno in meno rispetto agli anni del bambino), senza che s’impegni in nessuna attività e senza che possa lasciare la sedia. Se il bambino non obbedisce a una richiesta, avvertitelo che, se non lo farà, dovrà sedersi sulla sedia per alcuni minuti. Bisogna che il bambino capisca qual è comportamento scorretto e che abbia la possibilità di comportarsi bene. Se il bambino, a questo punto, non obbedisce, fatelo sedere e cominciate a calcolare il tempo. Se si alza, ditegli che il conteggio del tempo ricomincerà daccapo.  Se reagisce in modo aggressivo o comunque si rifiuta di stare seduto tranquillo per il tempo stabilito, utilizzate la strategia del costo della risposta o una punizione (cfr. più avanti) e fate ripartire il conteggio del tempo. Non sospendete mai la procedura. Dovere avere il controllo della situazione. Per un bambino, avere un adulto che decide al suo posto cosa si può o non si può fare, al contrario di quello che può sembrare, significa sentirsi sicuro, sollevato e libero, perché c’è qualcuno che decide per lui e che si assume la responsabilità di queste decisioni. Al termine della procedura, ripetete la richiesta al bambino: se la esegue, lodatelo, se non la esegue, ripetete il time-out. Attraverso questo metodo insegnerete anche al bambino a calmarsi e a controllare le proprie reazioni emotive: con il tempo, basterà solo l’avvertimento per ottenere il comportamento richiesto.

Se per voi è troppo faticoso agire nei modi descritti, perché i comportamenti lievemente e mediamente negativi sono troppi, sceglietene pochi su cui insistere e concentrarvi; l’importante è che lo facciate con continuità e coerenza e in accordo col partner.

 

Esempi di comportamenti molto gravi

  • Aggredire fisicamente e verbalmente gli altri.
  • Fare cose pericolose o distruttive.

Cosa potete fare di fronte a questi comportamenti?

Ricorrete ad una punizione.

Questi comportamenti non possono mai passare inosservati. È possibile pensare a una punizione, cioè sottoporre il bambino a una situazione che per lui sia spiacevole, senza manifestare però aggressività verso di lui.

È importante, che, insieme alla punizione, rinforziate altri comportamenti positivi del vostro bambino. Ad esempio, se ha rotto intenzionalmente un oggetto, lodatelo quando mostra cura per altri oggetti oppure dategli la possibilità di rimediare al gesto distruttivo (per esempio riparando l’oggetto o ricomprandolo con i soldi della propria paghetta, laddove sia possibile) e lodatelo per questo. Vostro figlio deve poter avvalersi di esempi di comportamenti positivi e deve poter rimediare, in qualche modo, ai propri errori, in maniera che non abbia un’immagine prevalentemente negativa di sé.

 

 

Altri consigli utili

  • Ponete la vostra attenzione soprattutto sui comportamenti positivi.
  • Vostro figlio manifesterà più facilmente un certo tipo di comportamento, se sa che in seguito sarà premiato con qualcosa di piacevole.
  • Individuate pochi comportamenti importanti da gratificare regolarmente. È importante individuare un comportamento che il bambino già ha presentato altre volte – che può costituire una sua area di risorsa interiore – ma che ancora non si presenta nella misura e con la frequenza da voi ritenuta opportuna.
  • Le ricompense immediate sono molto efficaci. Tra le ricompense, prediligete piccoli privilegi, apprezzamenti o attività, piuttosto che dei giochi o del cibo. Cambiate spesso il tipo di ricompensa, per non annoiare il bambino e fornirgli nuovi stimoli.
  • Per abituare vostro figlio a un impegno più duraturo nel tempo, potete preparare con lui un calendario su cui contrassegnare – con delle stelline, delle faccine o degli adesivi – i comportamenti positivi, in modo che possa sempre vedere i suoi successi. Dopo un certo numero di punti, potrete ricompensarlo con un premio leggermente più grande.
  • Non dimenticatevi mai di tener fede alle ricompense o ai provvedimenti stabiliti.
 

N.B.: Quanto esposto sopra non è così facilmente applicabile nel caso in cui vostro figlio sia un adolescente, poiché, a quell’età, i ragazzi non accettano regole precostituite, soprattutto se non sono state stabilite nell’infanzia. Con l’adolescente è necessario contrattare sulle regole, trovando delle soluzioni di compromesso, purché non si tratti di comportamenti molto gravi, per i quali è necessario ricorrere ad una punizione importante