Feel Safe: Prevenzione Educazione e Terapia dei Minori

 

09 settembre 2015

CORSO SULLA TEORIA POLIVAGALE DI PORGES

APPLICAZIONI CLINICHE DELLA TEORIA POLIVAGALE DI PORGES

28 Novembre 2015
09:00 – 18:00

Relatore: Dott.ssa Gabriella Giovannozzi

8 Crediti ECM

Sede del corso: Palazzo Santa Chiara, in Piazza di Santa Chiara 14, 00186  Roma.

teoria poligavale di porges

Secondo Porges il nostro Sistema Nervoso Autonomo (SNA) risponde alle sfide adattivamente ed è sempre alla ricerca di sicurezza. A partire da questa ricerca di sicurezza, o meglio, per affinare le strategie di difesa, nel corso della filogenesi, il SNA dei mammiferi superiori e dell’uomo si è complessizzato fino a raggiungere la struttura attuale, in cui Porges individua tre circuiti neurali, corrispondenti a tre fasi di sviluppo, nonché a tre strategie di difesa.

Il primo e il più antico è il Circuito Dorso Vagale (DV). Questo ramo non mielinizzato del nervo vago, condiviso dalla maggior parte dei vertebrati, causa bradicardia neurogenica e mantiene, nei mammiferi, alcune funzioni connesse con i processi vegetativi. Esso regola gli organi sotto al diaframma. In condizione di pericolo, la sua iperattivazione causa immobilizzazione, tipica strategia di difesa dei rettili (dunque immobilizzazione con paura) e ottundimento emotivo.
Uno stadio filogenetico successivo ha visto lo sviluppo del Sistema Nervoso Simpatico (SNS), un circuito che governa l’attivazione metabolica, l’aumento del battito cardiaco e la capacità del cuore di contrarsi, necessari per l’attacco-fuga, tipica strategia di difesa dei mammiferi.

Il Circuito Ventro Vagale (VV), specifico dei mammiferi superiori e dell’uomo si è sviluppato per ultimo. Questo circuito ha un effetto calmante. Ci permette di stare fermi, rilassati, ci permette l’immobilizzazione senza paura. Esso ha due componenti:

1- una componente visceromotoria che regola il cuore e gli organi sopra al diaframma;
2- una componente somatomotoria che regola i muscoli del collo, della faccia e della testa, cioè regola il sorriso, il contatto oculare, la vocalizzazione, l’ascolto, ossia quello che è necessario per la comunicazione e il coinvolgimento sociale, verso cui l’essere umano si orienta, come prima opzione, in condizioni di sicurezza, e che, a sua volta ci fornisce sicurezza, regolazione e benessere.

Due, in particolare, sono le novità importanti introdotte da Porges.

In primo luogo, finché non siamo entrati in contatto con la Teoria Polivagale (TPV), abbiamo studiato che il SNA si organizza secondo un principio di antagonismo tra il Sistema Simpatico (SNS) e il Sistema Parasampatico che competono per aumentare o diminuire l’attività di organi specifici.

La Teoria Polivagale ci chiarisce, invece, che il SNA può essere meglio descritto in termini di gerarchie di risposte, piuttosto che in termini di equilibrio.

Inoltre la TPV ha scoperto che c’è un altro ramo del Parasimpatico, il VV, che, in questo sistema gerarchico, funge da sistema di regolazione, intervenendo, contemporaneamente, sull’interazione sociale e sulla regolazione viscerale.

Secondo Porges lo sviluppo psicofisiologico, avvenuto nel corso dell’evoluzione, fino ai mammiferi superiori e all’uomo, permette all’individuo in interazione sociale di stabilizzare la sua attivazione fisiologica, di regolarsi, attraverso le mutue espressioni facciali, l’uso della parola e la prosodia. Quando, attraverso gli indizi provenienti da questi segnali, cioè dalle espressioni facciali, dalla voce, dalla prosodia noi percepiamo che l’ambiente è sicuro, le nostre risposte di difesa, a loro volta correlate all’alterazione di stati fisiologici viscerali s’inibiscono. E questi feedback che ci arrivano da un sistema viscerale in stato di calma ci tranquillizzano e ci permettono ancor più di coinvolgerci socialmente, cioè di continuare nell’interazione. Una sorta di Circolo Virtuoso.

Novità importanti da cui possiamo partire per cercare nuove possibilità d’intervento: per trovare, per esempio, il modo di utilizzare i ritmi d’interazione, oppure il modo di intervenire sulla consapevolezza viscerale o di utilizzare la vocalizzazione e le espressioni facciali per tentare di riorganizzare la percezione del pericolo e la capacità dei nostri pazienti di gestire la loro regolazione.

La Teoria Polivagale ci chiarisce, invece, che il SNA può essere meglio descritto in termini di gerarchie di risposte, piuttosto che in termini di equilibrio.

Scarica la locandina del corso

locandina-corso-poligavale


LOCATION DEL WORKSHOP

Panoramica-4

Il Workshop si terrà nella prestigiosa sede del Palazzo di Santa Chiara dove e’ possibile visitare la Cappella del Transito di santa Caterina da Siena.

Palazzo Santa Chiara, una volta Teatro Rossini, si trova in una delle zone più belle del centro di Roma, Piazza di Santa Chiara, tra Largo di Torre Argentina e il Pantheon.

Ospitato in un palazzo che risale alla metà del ‘600, fu costruito dove, precedentemente, esisteva una dimora di Domenicane, in una delle cui stanze, nel 1380, morì Santa Caterina da Siena.

La celebre Cappella fu voluta da Papa Urbano VI, Santa Caterina da Siena vi arrivò nel 1378, seguita da numerosi discepoli. L’attuale Cappella era all’epoca una delle stanze di una dimora di terziarie domenicane. Le discepole di Santa Caterina da Siena hanno abitato il palazzo per più di due secoli, fino a quando non si trasferirono nel Monastero di Santa Caterina a Magnanapoli.

Nel 1638, su commissione dell’Arciconfraternita della Ss. Annunziata, iniziarono i lavori di ristrutturazione della Cappella, già privata delle mura e della pavimentazione, spostate e ricostruite come reliquie nella chiesa di S. Maria sopra Minerva, e degli affreschi quattrocenteschi, trasferiti insieme agli arredi al monastero di S. Caterina in Magnanapoli, per volere del cardinale Antonio Barberini, fratello del pontefice Urbano VIII. Da qui, il compito assegnato al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, che affidò alla sua Scuola la realizzazione delle tele che avrebbero decorato le pareti della stanza della Santa, tuttora presenti nella Cappella.

Le spoglie mortali della Santa, dal 1380, riposano nella Basilica di S. Maria sopra Minerva.
Attualmente, all’interno della Cappella, sono custodite le reliquie di tre Santi Martiri: St. Ioannis, St. Heraclii e St. Exuperantie. Tra il 1989 e il 2000 la Cappella è stata così completamente restaurata, conservando tuttora parte del soffitto originale trecentesco.

 

 

INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

  • Sicurezza – regolazione- relazione   il contributo delle neuroscienze 
  • Il contributo innovativo della Teoria Polivagale di Porges
  • La Teoria Polivagale di Porges 
  • Come creare un setting sicuro 
  • Interferenze del Sistema Nervoso Autonomo sull’impatto traumatico
  • Proposta di una doppia valutazione del paziente
  • Come riconoscere e intervenire sui diversi stati di attivazione del SNA 
  • Sistema nervoso compromesso dal trauma 
  • Freezing
  • Suggerimenti per rendere flessibilità al Sistema Nervoso Autonomo
  • Una Risorsa dell’essere umano il  circuito Ventro Vagale
  • Nuovi modelli d’intervento in psicoterapia
  • Contatto oculare via d’accesso per la regolazione 
  • Attivazione simpatica come difesa dall’attivazione DV 

 

Feel Safe: Prevenzione Educazione e Terapia dei Minori - Location Workshop

Informazioni sul Corso: “Applicazioni Cliniche della Teoria Poligavale di Porges.”

Relatore: Dott.ssa Gabriella Giovannozzi

Data: 28/11/2015
Orario: 9,30-18,00
Sede: Palazzo Santa Chiara, in Piazza di Santa Chiara 14, 00186 Roma  
Prezzo: 90€ + IVA 22%
8 Crediti ECM