Feel Safe: Prevenzione Educazione e Terapia dei Minori

 

Il nostro obiettivo è creare una relazione terapeutica sicura, all’interno della quale sia possibile fornire una lettura dei momenti critici della terapia, riconoscere l’attivazione del sistema dell’attaccamento del paziente e del terapeuta e prevenire il drop-out (abbandono della terapia).

Un buon legame con il terapeuta è il miglior predittore per una terapia di successo. L’attaccamento tra terapeuta e paziente è un legame emotivo specifico, nel quale il paziente può sperimentare un senso di sicurezza e fronteggiare le sue esperienze di stress e i suoi ricordi traumatici.

Durante la relazione terapeutica, il paziente instaura con il terapeuta un legame empatico, che permette l’attivazione dei centri corticali di elaborazione: questo fa sì che il paziente possa sentirsi al sicuro. La relazione terapeutica e la sintonizzazione affettiva regolano le emozioni del paziente e permettono una maggiore esplorazione del Sé.
La psicoterapia è, infatti, un’esperienza emozionale correttiva e ripara i modelli di attaccamento del paziente.

Durante la relazione terapeutica, il paziente instaura con il terapeuta un legame empatico, che permette l’attivazione dei centri corticali di elaborazione: questo fa sì che il paziente possa sentirsi al sicuro. La relazione terapeutica e la sintonizzazione affettiva regolano le emozioni del paziente e permettono una maggiore esplorazione del Sé.

EMDR e relazione terapeutica

Molti sono gli studi che hanno dimostrato l’importanza di sviluppare la collaborazione fin dalle prime sedute. L’EMDR è un metodo molto utile per facilitare una relazione positiva tra terapeuta e paziente. È importante, sin dall’inizio, che il terapeuta concordi con il paziente gli obiettivi da raggiungere attraverso il trattamento: questa è una parte essenziale del lavoro con il metodo EMDR.

La fase 1 e la fase 2 del protocollo EMDR (che prevedono raccolta delle informazioni, selezione dei target, concettualizzazione e pianificazione del trattamento), con il coinvolgimento attivo del paziente nella definizione del problema e nella formulazione del programma terapeutico, facilitano una relazione cooperativa/paritetica, con minor rischio di attivare i Modelli Operativi Interni associati a stili di attaccamento insicuri o disorganizzati e con riduzione del rischio di drop-out.

Durante una seduta EMDR c’è una costante attenzione alla relazione: per esempio il clinico, durante la fase 4, rassicura il paziente con frasi di supporto (“bene cosi, sì, andiamo avanti”), invita il paziente a respirare dopo un set, consente il rilascio.

L’intervento cognitivo integrativo, inoltre, attiva la compassione ed il cambiamento di prospettiva.