Feel Safe: Prevenzione Educazione e Terapia dei Minori

 

Quello che diviene immediatamente evidente nella relazione con i bambini adottati, è che essi vivono l’infanzia in maniera traumatizzata: spesso, infatti, anche nei momenti di regressione, i rimangono in uno stato di iper-attivazione e iper-vigilanza, oppure manifestano episodi dissociativi.

È fondamentale, quindi, che i genitori imparino a contribuire allo sviluppo, nei loro bambini, di una risposta appropriata alle situazioni e agli stimoli.

Relazionarsi ai bambini adottati

È importante ricordare che spesso i bambini adottati hanno avuto delle storie traumatiche, e comprendere, quindi, che il comportamento di questi bambini deriva dalla paura. Il ruolo di un genitore adottivo, perciò, dovrebbe essere quello di aiutare il proprio figlio – attraverso l’affetto, la comprensione e l’empatia – a passare da una condizione di spavento e di angoscia a una di sicurezza.
Attraverso la relazione con il genitore, i bambini traumatizzati devono riuscire a sperimentare quelle situazioni positive generalmente proprie dei bambini sicuri, ossia fare esperienza dei cosiddetti momenti di quiet alert (Klaus, 1999): durante questi periodi, i bambini assorbono dall’ambiente e imparano dai propri genitori, sviluppandosi in maniera adattiva.

Quello che diviene immediatamente evidente nella relazione con i bambini adottati, è che essi vivono l’infanzia in maniera traumatizzata: spesso, infatti, anche nei momenti di regressione, i rimangono in uno stato di iper-attivazione e iper-vigilanza, oppure manifestano episodi dissociativi.

È fondamentale, quindi, che i genitori imparino a contribuire allo sviluppo, nei loro bambini, di una risposta appropriata alle situazioni e agli stimoli.

Il genitore adottivo, dunque, deve comprendere quanto sia importante, sopratutto in un primo momento, non tanto crescere il proprio figlio, ma riportarlo indietro, offrendogli quell’infanzia che può essergli mancata e di cui ha un disperato bisogno.

A causa delle deprivazioni nello sviluppo che caratterizzano i bambini traumatizzati, può essere utile rapportarsi a loro come se fossero molto più piccoli rispetto alla loro età cronologica.

Particolarmente adatta in questo senso è la dimensione del gioco, che richiede il contatto fisico e lo stabilimento di una connessione visiva: è utile, a tal proposito, mettere in atto tutti quei giochi che in genere si fanno con i neonati o i bambini molto piccoli. Nonostante la loro età cronologica, infatti, spesso i bambini traumatizzati partecipano a questo tipo di giochi con piacere: in qualche modo essi sembrano consapevoli delle mancanze che hanno avuto nella loro storia precoce.
Altri momenti molto importanti sono quelli del bagno e dell’andare a letto, poiché contribuiscono a stabilire dei ritmi e una routine prevedibili.

Tutto ciò ha un’importanza non solo a livello psicologico, ma anche fisiologico e di accudimento. È importante, ad ogni modo, che questi processi vengano gestiti con l’aiuto e la guida di un terapeuta, affinché risultino appropriati.

Il nostro team offre un intervento specifico per i bambini adottivi e le loro nuove famiglie, allo scopo di aiutarli ad affrontare le loro storie traumatiche e sviluppare le proprie risorse, attraverso la costruzione di legami di attaccamento sicuri.